tecnologia

La struttura delle barche tradizionali è composta da tre materiali diversi: vetroresina, legno, e vari metalli. Le caratteristiche di anisotropia dei primi due e i nodi di giunzione strutturale tra materiali con deformazioni così diverse costituiscono una grande difficoltà sia progettuale che costruttiva.
Le barche a vela sono soggette a sforzi inerziali in direzioni ed intensità molto variabili e difficilmente prevedibili: poter costruire con un materiale unico, eliminando i nodi di giunzione, e che sviluppa le stesse prestazioni meccaniche in tutte le direzioni (isotropo) facilita la progettazione e riduce drasticamente le possibilità di errori e pericolose imprecisioni nella fase costruttiva.

Le barche metalliche esistono da molto tempo ma le caratteristiche di duttilità del materiale hanno determinato la necessità, per evitare ammaccature e deformazioni plastiche, di realizzare fitti reticoli strutturali e di utilizzare lamiere di elevato spessore.

Fino ad oggi le barche metalliche sono state troppo pesanti per raggiungere le performance di quelle costruite in materiale composito.

Costruire scafi con un sandwich di lamiere metalliche sottili accoppiate ad un core strutturale lavorato a controllo numerico consente:

  • aumentando l’inerzia della sezione resistente di ridurre drasticamente lo spessore delle lamiere: le barche pesano come quelle in vtr
  • avendo la superficie continua di appoggio sul core strutturale di prevenire le deformazioni plastiche e le ammaccature

Il risultato sono barche

  • riciclabili al 100%: progettate per risolvere all’origine il problema del fine vita, smaltimento e riciclaggio del natante, sono costruite con scafo composto da sandwich di lamiere metalliche sottili  le quali consentono un riciclo totale e semplicissimo, con tecnologia economica e ampiamente acquisita. Il core interno è in ARPRO®, materiale certificato come completamente ecologico e riciclabile al 100%.
  • strutturalmente sicure: il metallo si deforma conservando quasi intatte le proprietà meccaniche invece di spezzarsi come i materiali fragili (vetro e carbonio) e l’assenza di punti di giunzione tra materiali diversi elimina la criticità della costruzione tradizionale
  • strutturalmente omogenee e isotrope: anche in caso di sforzi imprevisti il materiale sviluppa le proprie caratteristiche in ogni direzione, eliminando le avarie determinate da sforzi in direzioni non previste in fase di laminazione
  • inaffondabili: il core a cellula chiusa supera in volume il dislocamento
  • durevoli: acciaio inox AISI 316, titanio, leghe speciali d’alluminio, sono materiali che non richiedono manutenzione e più durevoli in ambiente marino dei compositi tradizionali
  • veloci: linee d’acqua di moderna concezione, piani velici potenti, elevato raddrizzamento, leggerezza, attrezzatura di coperta progettata per consentire il massimo delle regolazioni e la massima efficienza in manovra e la rivoluzionaria Phinna: una pinna di deriva ad assetto variabile automaticamente che sposta la frontiera della performance.
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